A Roseto Capo Spulico la Scuola Mediterranea di economia sociale e civile, organizzata da NeXt-Economia X Tutti con il sostegno della Banca e del Club
Giovani, comunità e crescita sostenibile
Il Club Giovani Soci BCC Mediocrati, insieme alla Banca, alla Federazione delle Banche di Comunità del Credito Cooperativo di Campania e Calabria e all’Unical è stato tra i sostenitori della Scuola Mediterranea di Economia Sociale e Civile. L’iniziativa, promossa dall’associazione NeXt-Nuova Economia per Tutti, si è svolta a Roseto Capo Spulico lo scorso 17 e 18 gennaio e ha visto la partecipazione di oltre 20 giovani under 35 provenienti dal Sud Italia.
Un laboratorio di ascolto e confronto, durante il quale è intervenuto il presidente della BCC Mediocrati Nicola Paldino, anche nel ruolo di vicepresidente della Federazione Campania Calabria, che ha portato esempi concreti di come l’economia civile possa diventare pratica quotidiana. Il suo contributo si è inserito nel panel dal titolo “L’economia civile e lo sviluppo cooperativo delle comunità”, insieme al direttore della Federazione delle Banche di Comunità di Campania e Calabria, Francesco Vildacci, e a Leonardo Becchetti, cofondatore di NeXt- Nuova Economia per Tutti e professore ordinario all’Università di Roma Tor Vergata. In particolare, il presidente Paldino ha illustrato le iniziative di economia civile e sociale promosse dalla Banca, tra cui il primo Rapporto sull’economia sociale in Calabria, la borsa di studio dedicata all’economista Antonio Serra all’Unical e il progetto relativo alla nascita di una cooperativa di comunità a Bisignano per contrastare lo spopolamento.
La parola è poi passata al direttore della Federazione delle BCC Campania Calabria Francesco Vildacci, che ha sottolineato come la società contemporanea richieda strumenti innovativi, nuove competenze e forme inedite di collaborazione. «Una delle sfide più importanti per il futuro è la responsabilità sociale, oggi al centro di un dibattito sempre più acceso, fondamentale per garantire servizi essenziali e migliorare la qualità della vita, non solo sul piano economico ma anche sociale e demografico». A chiudere il panel, la riflessione del professor Leonardo Becchetti: quando le persone cooperano, uno più uno può fare più di due. È il “gioco a somma positiva”, basato su fiducia, reputazione e intelligenza relazionale.
Il pomeriggio è poi proseguito con le testimonianze di Giovanni Teneggi, responsabile dell’area Ricerca e Innovazione di B. More, che ha raccontato esperienze di persone e imprese rimaste nei loro territori, generando senso di comunità e innovazione sociale dal basso. A seguire il workshop “«I modelli di comunità»: la biodiversità dello sviluppo locale”, condotto da Riccardo Troisi, di Next Economia e Università di Roma Tor Vergata. Domenica 18 gennaio, i lavori si sono concentrati invece sul tema della comunicazione dei territori, con l’intervento della giornalista della rivista Vita Anna Spena, che ha evidenziato l’importanza di raccontare le comunità e le loro storie. A seguire l’Hackathon dedicato alle Comunità Coraggiose, guidato da Dario Poligioni, in cui i partecipanti hanno sperimentato strumenti pratici e metodologie innovative per progettare interventi concreti nei territori.