Al centro del primo panel del convegno l’identità e i valori cooperativi
LA FORZA DELLE RADICI AL SERVIZIO DELLA COMUNITÀ
Al termine dei saluti istituzionali, il convegno dedicato ai 120 anni della Banca è proseguito con il primo panel dal titolo “Radici”, durante il quale è stato ribadito da più voci il ruolo delle Banche di Credito Cooperativo come presidio dei territori. Il direttore della filiale di Catanzaro della Banca d’Italia, Maurizio Silvi, si è soffermato sul valore dell’economia civile, di cui le BCC sono espressione, evidenziandone il contributo nel garantire la biodiversità del sistema bancario. Il presidente della Fondazione Tertio Millennio, Alessandro Azzi, ha ricordato come il credito cooperativo sia in prima linea nel contrasto alla desertificazione bancaria, rappresentando il 21% degli sportelli presenti sul territorio nazionale grazie al forte legame con le comunità locali. Al centro del dibattito anche il concetto di “geocircolarità”, principio su cui si fonda il sistema del credito cooperativo e che consente alle BCC di reinvestire il risparmio raccolto a beneficio della crescita e dello sviluppo delle comunità. Il presidente di Federcasse, Augusto Dell’Erba, ha sottolineato il ruolo del credito cooperativo nel sostegno alle piccole imprese, ribadendo la necessità di regole semplici e proporzionate e di un quadro normativo coerente con la specificità dell’identità cooperativa. «Le BCC- ha ricordato Giuseppe Maino, presidente del Gruppo BCC ICCREA- sono un’antenna sul territorio». Nel corso del panel è intervenuto anche Amedeo Manzo, presidente della Federazione delle Banche di Comunità Campania Calabria, che ha richiamato l’attenzione su un recente studio promosso dalla Federazione e realizzato da SVIMEZ. L’indagine ha preso in esame 850 comuni, di cui 350 calabresi, con l’obiettivo di individuare criticità e opportunità di sviluppo per i giovani e le imprese locali. Il presidente di Confcooperative Calabria, Camillo Nola, ha ricordato come «le BCC siano una componente fondamentale del sistema cooperativo, soprattutto per il settore agricolo». A concludere il panel è stato mons. Francesco Savino, vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana, che ha sottolineato come la finanza mutualistica rappresenti uno strumento essenziale per ridurre le disuguaglianze e contrastare l’«economia dello scarto». «Il credito è innanzitutto una questione sociale e democratica» ha evidenziato mons. Savino.