Al Santuario di Sant’Umile la Santa Messa per i 120 anni dalla nascita della Cassa Rurale di Bisignano
PER CONTINUARE A ESSERE COSTRUTTORI DI FUTURO
«Ricchi della vostra storia, possiate vivere pienamente il presente per edificare il domani». È questo l’augurio rivolto da fra Mario Chiarello, ministro provinciale dei Frati Minori di Calabria, durante l’omelia della Santa Messa celebrata per il 120º anniversario della fondazione della Cassa Rurale di Bisignano, lo scorso 24 giugno, nel Santuario di Sant’Umile di Bisignano. Alla celebrazione, animata dalla Corale polifonica Sant’Umile diretta dal maestro Luigi Vincenzo, hanno partecipato il presidente della BCC Mediocrati, Nicola Paldino, il Consiglio di amministrazione, la direzione generale, i dipendenti, il Club Giovani Soci, i Comitati locali e i soci della Banca.
Nel corso dell’omelia, fra Mario Chiarello ha richiamato il valore profondo della ricorrenza, invitando a trasformare la memoria della storia della Banca in una responsabilità per il presente e per il futuro. «Siate uomini e donne che affondano le proprie radici nel passato, vivono il presente con la testa e con il cuore e mantengono lo sguardo rivolto al futuro, proprio come fecero nel 1906 i sedici operai guidati da don Carlo De Cardona» ha affermato fra Mario. Al termine della celebrazione è intervenuto anche il sindaco di Bisignano, Francesco Fucile, che ha sottolineato l’attualità dell’eredità lasciata da don Carlo De Cardona.
«Don Carlo ha anticipato temi ancora oggi estremamente attuali. Di fronte a sfide come lo spopolamento e la crisi dei centri storici, servono scelte coraggiose e responsabili. È nostro dovere non disperdere i talenti, ma metterli al servizio della comunità, così come fece De Cardona». La celebrazione si è conclusa con l’intervento del presidente della BCC Mediocrati, Nicola Paldino, che ha rivolto un messaggio ai dipendenti richiamandoli al ruolo di custodi della storia e del futuro della Banca. «La Banca va custodita e fatta crescere con amore, sacrificio e impegno, perché è un patrimonio di tutta la comunità, da tramandare a chi verrà dopo, così come fecero i sedici operai che il 24 giugno 1906 diedero vita alla Cassa Rurale di Bisignano».